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Disfagia nell’anziano: lo studio NUTRICARE

La disfagia nell’anziano può portare all’insorgenza di altre problematiche, come ad esempio il rischio di malnutrizione. La difficoltà di deglutizione e l’affaticamento durante i pasti, infatti, non solo allungano i tempi di assunzione degli alimenti, ma trasformano il momento di convivialità in un’esperienza poco confortevole. Non è raro che una persona affetta da disfagia non riesca a finire tutto il cibo che è sul piatto, proprio perché fa fatica a deglutire.

La malnutrizione, sopratutto nelle persone più anziane, ha un effetto negativo sulla mortalità, sui giorni di ricovero, sulle infezioni e sulla guarigione da possibili altre patologie. Per questo motivo è molto importante ridurre la malnutrizione garantendo l’assunzione delle giuste calore e del giusto apporto di macro-nutrienti giornalieri.

Un’alimentazione a consistenza modificata è fondamentale per chi soffre di disfagia e necessita delle giuste proprietà di densità e viscosità per facilità la deglutizione. Allo stesso modo, però, deve anche soddisfare il palato ed essere gradevole nell’aspetto e nel gusto. Infatti, il modo in cui un piatto viene presentato può influire sull’approccio al cibo e, di conseguenza, anche sulla sua assunzione.

Su queste premesse si è fondato lo studio che abbiamo condotto nel 2014 in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova. L’obiettivo era verificare gli effetti del nostro programma alimentare NUTRICARE sulle persone disfagiche ricoverate dal punto di vista sia nutrizionale sia funzionale.

Oggi voglio condividere con te i risultati di questo studio. Continua a leggere!

 

Alimenti per disfagici sani e nutrienti: Il programma NUTRICARE

NUTRICARE è il programma che include dei pasti completi per persone che soffrono di disfagia senza dover ricorrere a integratori nutrizionali.

Gli esperti nutrizionisti con i quali abbiamo collaborato sono riusciti a personalizzare diverse tipologie di alimenti a seconda del livello di disfagia, viscosità e consistenza.

Nella maggior parte dei casi, i cibi frullati che vengono proposti nelle strutture ospedaliere sono poco invitanti sia nel colore che nel gusto. La nostra priorità è stata proprio quella di garantire pasti sani e nutrienti, ma allo stesso tempo gustosi e appetibili.

I pasti sono serviti in porzioni monodose e possono essere consumati così come sono oppure arricchiti con altri ingredienti in base ai gusti e alle esigenze personali.

Nella preparazione di questi alimenti abbiamo utilizzato solamente ingredienti di alta qualità, e attraverso un processo di lavorazione specifico, siamo riusciti ad ottenere una densità e consistenza modificata in base al livello di disfagia.

Ogni pasto prevede un primo e un secondo piatto, un contorno con un condimento, per un totale di 1850 kcal al giorno, compresa la colazione e uno snack forniti dalla struttura ospedaliera ospitante.

 

Lo studio NUTRICARE per chi ha problemi a deglutire

Lo studio che abbiamo condotto si è rivolto a 401 persone con un’età media di 80 anni, ricoverate in una struttura ospedaliera con un livello di disfagia variabile.

studio disfagia

1) Distribuzione per livello di disfagia del campione dello studio NUTRICARE.

 

Abbiamo osservato il campione di riferimento per i sei mesi precedenti e successivi all’inizio del programma alimentare, raccogliendo dati relativi alla cura della persona, alle attività della vita quotidiana, alle abitudini alimentari, all’umore e ai comportamenti.

Partendo dai dati che ci fornisce la letteratura a riguardo, sappiamo che molto spesso i pazienti perdono del peso nel primi periodi di ricovero. Tuttavia, il nostro studio ha evidenziato un’inversione di tendenza sostanziale nel momento in cui è stata introdotta la proposta alimentare NUTRICARE a consistenza modificata, da un peso in costante diminuzione a un peso in costante aumento.

andamento peso

2) Inversione dell’andamento del peso prima e dopo l’introduzione del programma NUTRICARE.

 

A fronte di un primo periodo in cui i pazienti hanno dovuto abituarsi ai nuovi sapori, abbiamo quindi rilevato un calo importante nel rischio di malnutrizione.

I pazienti hanno risposto positivamente al programma alimentare NUTRICARE con un incremento significativo del peso corporeo, tanto è vero che l’integrazione nutrizionale è stata generalmente sospesa rispetto alla precedente prescrizione. La sapidità e l’aspetto dei pasti da noi proposti, oltre alla loro varietà nel gusto e nella forma, ha migliorato l’approccio dei pazienti disfagici nei confronti del cibo, assicurando che finissero tutti i pasti.

Il modificato apporto nutrizionale, energetico e proteico ha consentito un miglioramento delle condizioni complessive dei pazienti, con correlazioni positive sull’aumento di peso.

 


Questo studio ha portato alla luce dei dati molto interessanti sulla disfagia nell’anziano, grazie ai quali siamo riusciti a comprendere l’importanza di un programma alimentare come NUTRICARE che, con un adeguato contenuto calorico e proteico, bilanciato dal punto di vista dei macro e micro nutrienti, dalla consistenza e palatabilità appropriata, può migliorare in maniera significativa il profilo nutrizionale e funzionale delle persone affette da disfagia.

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I prodotti della Disfagia nell’anziano: lo studio NUTRICARE
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piattoapposta-nutrizionista
Autore: Loredana Sasso

Professore Associato presso Università degli Studi di Genova Dip. Scienze della Salute (DISSal)